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Visualizzazione dei post da novembre, 2021

Step #5: La bibliografia storica della lampada ad acetilene

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  Ecco alcune monografie e articoli che descrivono le lampade ad acetilene:  -(J. Gall  1925): J. Gall, Le carbure de calcium et la cyanamide. Utilisation rationnelle de la houille blanche à ces industries. Rapport, Troisième congrès de la Houille Blanche, Grenoble, du 4 au 8 juillet 1925. Tome 2, p. 1265-1289. -(Marbach Rocourt 2000): Georges Marbach, Jean-Louis Rocourt, Techniques de la spéléologie alpine, 3me édition rev., 2000. -(Pellissier 1897): G. Pellissier, L'éclairage à l'acétylène [archive], Bibliothèque de la Revue générale des sciences, Paris, 270 p., 1897. -(Clemmer 1987): Gregg Clemmer, American Miners' Carbide Lamps: A Collectors Guide to American Carbide Mine Lighting. Westernlore Publications, 1987. -(Pohs 1995): Henry Pohs, The Miners Flame Light Book. Flame Publishing, 1995. -(Card 2004): Peter Card, Early Vehicle Lighting. Shire Publications, 2004. Esempio di brevetto di una lampada ad acetilene del 1927 Per vedere il brevetto completo: clicca qui.

Step #4: Il principio fisico della lampada ad acetilene

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Lampada ad acetilene utilizzata in sotterranea, modello francese Introduzione lampada ad acetilene montata su una bicicletta  del 1910 La lampada ad acetilene, inventata da Henri Moissan nel 1892, è stata una vera e propria rivoluzione sia rispetto ai sistemi di illuminazione ad olio, che a quelli elettrici, pesanti e con scarsa autonomia. Questo tipo di lampada ha sostituito in passato nell'uso minerario le precedenti a olio per la sua praticità di utilizzo, per la chiarezza della luce generata dalla fiamma dell'acetilene e per il basso costo del carburo di calcio, che si ottiene a partire dal carbonato di calcio, attraverso un passaggio intermedio in ossido di calcio. E' un tipo di lampada che è stata utilizzata nel passato principalmente dai minatori, ed è attualmente utilizzata dagli speleologi all'interno di grotte e miniere. In passato ne sono state prodotte anche delle versioni adatte all'uso domestico, ed altre utilizzate come fanali per l'illumin...

Step #3: L'illuminazione artificiale

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  La Disciplina  La lampada ad acetilene è stata un’invenzione legata alla disciplina dell’Illuminazione artificiale, in quanto il suo scopo era quello di fornire luce in ambienti in cui non era possibile sfruttare l’illuminazione naturale. L'illuminazione artificiale è il risultato dell'illuminare mediante l'utilizzo di flussi luminosi emessi da sorgenti artificiali (apparecchiature generalmente elettriche) allo scopo di ottenere determinati livelli di luce (“illuminamenti”) sull'oggetto da illuminare. La relativa tecnica si chiama illuminotecnica.   La Storia -Nella Preistoria.  Con la scoperta del fuoco, la prima forma di illuminazione artificiale utilizzata per illuminare un'area erano fuochi da campo o torce . Già 400.000 anni fa, nelle grotte dell'Uomo di Pechino si accendeva il fuoco . Le popolazioni preistoriche usavano lampade a olio primitive per illuminare l'ambiente circostante. Queste lampade erano realizzate con materiali naturali come rocce, c...

Step #2: La lampada ad acetilene, il nome e l'etimologia

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  La lampada ad acetilene (o lampada a carburo) è un mezzo di illuminazione il più delle volte portatile. La sorgente luminosa è la fiamma della combustione del gas acetilene, quest'ultimo risultante dalla reazione dell'acqua sul carburo di calcio entrambi contenuti nella lampada.     Questo tipo di lampada è stata utilizzata nel passato principalmente dai minatori, ed è attualmente utilizzata dagli speleologi all'interno di grotte e miniere, anche se oggi è stata quasi completamente sostituita dall'illuminazione elettrica a LED, più pratica e meno inquinante. Traduzione in altre lingue - Francese: lampe à acétylène (o lampe à carbure) - Inglese: acetylene gas lamp (o carbide lamp) - Spagnolo: lámpara de gas acetileno (o lámpara de carburo) Etimologia Il nome di questo strumento deriva da due parole distinte, ovvero lampada e acetilene: - Lampada : dal latino lampas -ădis, accus. lampăda, greco λαμπάς -άδος, derivato di λάμπω «splendere»; nome generico col qu...

Step #1: la biografia di Henri Moissan

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  Infanzia e formazione Henri Moissan nacque a Parigi il 28 settembre 1852, figlio di un ufficiale minore della compagnia ferroviaria orientale, Francis Ferdinand Moissan, e di una sarta di origine ebraica, Joséphine Améraldine. Nel 1864 si trasferiscono a Meaux, dove frequenta la scuola locale. Nel 1870 lasciò la scuola senza il diploma necessario per frequentare l'università.   Moissan divenne apprendista in farmacia nel 1871 e l’anno successivo iniziò a lavorare per una farmacia a Parigi, dove riuscì a salvare una persona avvelenata dall'arsenico. Decise di studiare chimica e iniziò prima presso il laboratorio di Edmond Frémy e poi in quello di Pierre Paul Dehérain. Quest’ultimo lo convinse a intraprendere la carriera accademica. Nel 1874 ottenne la licenza di scuola superiore, necessaria per studiare all'università. Divenne anche farmacista di prima classe presso l'École Supérieure de Pharmacie nel 1879 e conseguì il dottorato nel 1880.