Step #2: La lampada ad acetilene, il nome e l'etimologia
La lampada ad acetilene (o lampada a carburo) è un mezzo di illuminazione il più delle volte portatile. La sorgente luminosa è la fiamma della combustione del gas acetilene, quest'ultimo risultante dalla reazione dell'acqua sul carburo di calcio entrambi contenuti nella lampada.
Questo tipo di lampada è stata utilizzata nel passato
principalmente dai minatori, ed è attualmente utilizzata dagli speleologi
all'interno di grotte e miniere, anche se oggi è stata quasi completamente
sostituita dall'illuminazione elettrica a LED, più pratica e meno inquinante.
Traduzione in altre lingue
- Francese: lampe à acétylène (o lampe à carbure)
- Inglese: acetylene gas lamp (o carbide lamp)
- Spagnolo: lámpara de gas acetileno (o lámpara de carburo)
Etimologia
Il nome di questo strumento deriva da due parole distinte, ovvero lampada e acetilene:
I greci applicarono questo nome genericamente ad ogni cosa che splenda o faccia luce, in modo particolare di una fiaccola, che era portata dalla gioventù ateniese in una corsa detto appunto "corsa delle lampade", nella quale il vincitore doveva oltrepassare i suoi avversari senza spegnere il suo lume.
Oggi la voce lampada si limita a significare un vaso senza piede, da tenere sospeso, nel quale sta acceso lume a olio.
- Acetilene: dall’inglese acetylene, derivato del latino acetum «aceto», con i suffissi -yl «-ile» e -ene «-ene»; è il più semplice degli alchini, idrocarburi con un triplo legame carbonio-carbonio. Fu scoperto nel 1836 dal chimico inglese Edmund Davy.
Il suo nome secondo la nomenclatura IUPAC è: "Etino". Si tratta di un composto organico, idrocarburo insaturo di formula CH≡CH, gas incolore che brucia con
fiamma molto luminosa e calorifica, e forma, con aria o ossigeno, miscele
esplosive.
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